GOLF MY PASSION, il libro
›› I RISCONTRI
Quelle mani trasmettono la voglia di vivere, di dare e ricevere

Sono finiti con un successo annunciato, fra gioia e lacrime, fra abbracci e balli. Terminano così i XXII Giochi Nazionali Estivi. Devo dirvi che, come Coordinatore nazionale golf sono rimasto senza parole, sin dal primo giorno, tutti i ragazzi che mi sono passati per le mani - sì è proprio cosi, per le mani, perché per prima cosa devo mettere loro l'impugnatura - mi hanno trasmesso delle emozioni. Sono sensazioni difficili da descrivere, ma io le capisco. Mani che stringono forte, altre delicate, altre Impaurite. Io vivo tramite la loro «non abilità» e così riesco a passare tutte quelle informazioni che fanno sì che giochino bene in poco tempo. Sembra incredibile ma è così. Li accompagno nel gesto e loro mi seguono sereni. Lo si fa con serenità e convinzione, fidandosi. Loro amano «sempre» in tutto quello che fanno, vivono le emozioni, non sono come noi che ci mettiamo tutto il nostro passato negativo. Loro non ne hanno, sono felici di vivere la loro giornata, la loro vita. Il loro stare insieme per affrontare meglio tutto. Nel golf, sport che ha bisogno di concentrazione, sensibilità, equilibrio, non c'è spazio per tante elucubrazioni mentali, bisogna liberarsi da tutti i background mentali ed essere totalmente presenti al gesto, alla tecnica, alla percezione, proprio qui le varie disabilita mentali si fondono in un unico obbiettivo, quello di colpire la pallina e come per miracolo quello che per noi è difficile, per loro diventa facile e giocano senza problemi e pensieri, giocano sopratutto senza il pensiero che noi abbiamo sempre: "sbaglierò?, la colpirò?". Loro non fanno golf per colpire e vincere, lo fanno come dovrebbe essere, per giocare e divertirsi e se non la prendono (la palla) o sbagliano, ridono e ci riprovano, senza frustrazioni. Come sono diversi da noi, per fortuna. Quelle mani le ho ritrovate oggi, a una premiazione di atletica, a cui l'amico Nicola mi ha onorato di presiedere e che resterà per sempre scolpita nel mio cuore. Avreste dovuto sentire come stringevano le mie nel consegnargli la medaglia, mentre gliela porgevo e ponevo al collo, le loro mani mi passavano tutte le stesse emozioni che mi danno quando impugnano insieme alle mie il bastone le prime volte: sono un misto di tutte le sensazioni umane, ma la cosa che più traspare e che ho trovato in comune il quelle mani è il desiderio di dare, di ricevere, di vivere, di non perdere tempo in cose banali e futili, quelle mani sono come se parlassero, le ho ritrovate ancora una volta e l'emozione è stata ancora più grande.

Paolo De Ascentiis

QS - 3 Luglio 2005