SIBARI (Cosenza) — «Ci siamo fermati solo per un momento per fare una foto, perché i ragazzi avevano le mani completamente bloccate perché stringevano il bastone da golf come se fosse una spada, per la libertà, e per quel sorriso che gli viene ogni volta, sia che colpiscano la palla sia che la manchino, cosa che non succede a noi. Forse per questo sono così speciali! Adesso scusate devo tornare a rifarli giocare a golf, perché hanno una gara e dobbiamo prepararci per la competizione. Sicuramente vinceremo in tutti i casi, d'altronde il loro motto è: "Che io possa vincere, ma se non dovessi riuscire, che io possa tentare con tutte le mie forze" (Giuramento dell'atleta Special Olympics)». Così Paolo De Ascentiis, coordinatore nazionale Special Olympics racconta lo stage di Sibari, in Calabria. Special Olympics è un grande programma internazionale di allenamento sportivo e gare atletiche per oltre un milione di ragazzi e adulti affetti da ritardo mentale. In Italia è inserito nell'attività della Federazione Italiana Sport Disabili.
