Non vuole che si parli della sua persona, perché - dice - lui è solo un tramite per fare conoscere l'iniziativa. Ma
essendo anche il fondatore e vicepresidente di questa scuola di golf molto speciale, due righe di presentazione sono
d'obbligo.
Paolo De Ascentiis nasce a Portoferraio il 31 ottobre 1961. Diventa pro nell'89 e maestro di golf nel 1992. Vive a
Piacenza, e lì inizia a lavorare presso il Croara Country Club per poi passare titolare a Salsomaggiore e tornare
ancora a Croara. Qui, nel 1996, apre una scuola propria, la Golf School PDA, che rapidamente si espande presso i
circoli di Salsomaggiore Terme, Santo Stefano, Matilde di Canossa, Crema e, da quest'anno, Monticello, dove si
occupa del settore giovanile. Nel frattempo prende uno spazio presso il centro Sport Master a Milano, in Via General
Govone 67, dove installa un'ulteriore base, che serve anche ai ragazzi che vi accorrono per andare in palestra e
giocare a tennis. Fin qui niente di molto diverso dalle esperienze dei vari professionisti che si sono lanciati in tale
avventura. Ma nel 2000 Paolo dà lezioni presso il Crema Golf Resort a Giuseppe Cruini, un allievo che
svolge un'attività particolare: è il presidente della Cooperativa Sociale Ergoterapeutica Artigianale Cremasca, a
contatto giornaliero con ragazzi mentalmente disabili. Chiede a De Ascentiis se se la sente di lavorare con loro, di
provare a insegnargli il golf. È forse un periodo particolarmente doloroso della sua vita familiare, è forse una
predisposizione interiore, è forse lo sfacelo mondiale che ogni telegiornale ci rinfaccia e che fa sentire inutile e vuota
la nostra vita. "Dedicare un po' del mio tempo e del lavoro che amo per fare qualcosa di buono mi è sembrato più utile
che donare dei soldi. Nessuno al mio posto avrebbe potuto dire di no". Paolo comincia a spedire e-mail ai colleghi per
avvertirli della nascita dell'Albatross Disabled Golf School di cui Cruini è presidente, cercando colleghi interessati a
collaborare; sa che in Italia ci sono diversi professionisti che insegnano ai disabili, ma si tratta di handicap fisici,
non mentali. Nessuna risposta. D'altronde è un'attività no profit, i maestri di golf hanno diritto di guadagnare per
impartire la loro esperienza: chi te lo fa fare di regalare il tuo tempo? "Eppure c'e una soddisfazione enorme,
credeterni, a lavorare con questi ragazzi. Arrivano all'inizio a testa bassa, rinchiusi nel loro mondo ignoto: giovani
down, autistici, spastici, per i quali il contatto con l'esterno è un problema costante. E dopo due, tre anni che si
lavora insieme, ecco che arrivano a battere il cinque, a sorridere felici dei loro risultati .
Per arrivarci, a questi risultati, la strada è lunga: "L'aspetto tecnico è il minore dei problemi, la gestualità dello swing è
l'ultima cosa che devono imparare. Bisogna prima di tutto fargli capire che il golf è uno sport dove bisogna cercare di
fare pochi colpi: per loro la pallina è da tirare in giro a 360°. Spiegare che deve compiere un determinato tragitto,
anche corto, e andare in buca e la parte più difficile". Però ci si riesce, tanto da farli competere in gare da 18 buche,
grazie anche all'aiuto di psicologi, preparatori atletici, obiettori di coscienza che aderiscono al programma
dell'Albatross Disabled Golf School. E che devono essere numerosi, perché le problematiche non sono semplici da
affrontare: durante la gara un ragazzo può avere una crisi, un attacco di depressione o aggressività, e bisogna
sospendere il gioco.
Un programma impegnativo che finora ha portato solo soddisfazioni morali, ma che potrà essere inserito in
collaborazioni con enti locali, società sportive private. "Quattro mesi fa circa la dottoressa Anna Maria Arpinati,
direttore regionale e coordinatore di Special Olympics Lombardia, ha conosciuto la realtà di Albatross. Mi ha messo
in contatto cori la sede di Roma, dove ho parlato con Alessandro Palazzotti, presidente di Special Olympics Italia, e
nel giro di un mese ci siamo uniti in questa iniziativa speciale: inserire il golf nelle Olimpiadi per disabili mentali, che
già contano sport come calcio, basket, nuoto, sci, bocce, equitazione, atletica leggera, ginnastica". La scuola di
Milano, una delle sedi di Albatross, è diventata il Centro Pilota Nazionale del Golf per Special Olympics.
Un inciso necessario: Special Olympics è un programma internazionale di allenamenti e competizioni atletiche per le
persone con ritardo mentale, nato negli Stati Uniti nel 1968. Per questi ragazzi speciali si tratta di una scuola di vita
che, attraverso lo sport, diventa uno strumento di riconoscimento sociale e offre un messaggio di speranza rivolto a
milioni di persone (il 3% della popolazione mondiale soffre di un ritardo mentale da lieve a severo, sono quasi un
milione i potenziali beneficiari del programma in Italia) e alle loro famiglie. Oggi Special Olympics, che è presente
in Italia da oltre vent'anni, è riconosciuto dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale) e ogni anno organizza
16.000 grandi eventi in 167 Paesi.
Forse è il caso di dare una lettura più attenta alle e-mail di Paolo. `Ho cominciato con un paio di ragazzi, ora sono
una quindicina ma possono diventare molti di più se trovo chi e disposto a collaborare come professionista di golf". Se
qualcuno aderirà, sappia che bisogna farsi le ossa. Paolo se le è fatte sul campo" a tu per tu con i ragazzi, ha
seguito dei corsi, ha studiato il metodo con cui Special Olympics affronta gli altri sport. Ha in programma ulteriori
corsi in America e sta traducendo la letteratura in proposito proveniente dalle nazioni che sono all'avanguardia in
questo settore. Insomma, è pronto a impartire lui le lezioni a chi se la sente di avvicinarsi a questa problematica.
"Prevedo una decina di corsi fatti in campo con i diretti interessati: quello di cui si parlerà non è l'aspetto tecnico, ma
il rapporto da instaurare con loro. Sarò coadiuvato da psicologi, preparatori tecnici e altre persone che vivono
quotidiananiente la realtà di questi ragazzi' Che sono ragazzi straordinari, premiati indistintamente al termine di ogni
gara perché in questo ambito il concetto fondamentale è quello di non competitività. E che sanno dare grandi lezioni
di vita. "All'idroscalo di Milano, a settembre. c'è stata un'edizione di Sport e Disabilità in collaborazione cori Special
Olympics. È successa una cosa che non mi sarei mai aspettata: i ragazzi di Albatross hanno dato lezioni di golf ai
loro amici che partecipavano ad altre discipline sportive".
