Quando si parla di golf si fa riferimento molto spesso ad un gioco o ad uno sport più o meno competitivo. Poco, se non nulla, è stato detto del golf come mezzo di recupero sociale. In questa chiave, all’evento milanese “Golf gratis per tutti”, era presente l’Albatross Disabled Golf School. Voluta da Giuseppe Cruini, presidente della Cooperativa Sociale Ergoterapeutica Artigianale Cremasca, la scuola (che può contare sulla collaborazione di professionisti del golf, medici e psicologi) ha lo scopo di coinvolgere i disabili (più propriamente definiti “diversamente abili”) nella pratica del golf, con l’intenzione di svilupparne le attività motorie, ampliarne gli spazi personali per consentire di sperimentare nuove attività, integrare queste persone nel mondo dello sport facilitando la socializzazione fra loro ed i normodotati ed offrire un miglioramento psicofisico generale grazie ai valori trasmessi dallo sport. Questa scuola è di recente costituzione: ha già il proprio sito internet ( www.albatrossdisabledgolfschool.com) e conta oggi cinque sedi: a Milano presso la Scuola di golf Paolo De Ascentiis, ad Olgiate Olona presso il campo pratica, a Crema presso il golf club, a Campagnola Emilia presso il golf S. Stefano ed a Reggio Emilia presso il Matilde di Canossa Golf Club. Con qualche mese di attività alle spalle, l’iniziativa presenta già i primi risultati: l’attività motoria connessa con il golf si è rivelata adatta ai ragazzi diversamente abili perché non comporta un eccessivo sforzo fisico e, al contempo, movimenta tutti i muscoli del corpo. In tutti si è notato un incremento della mobilità articolare, una maggiore fluidità e scioltezza nei movimenti. In ambito relazionale, poi, la maggior parte delle persone coinvolte ha mostrato un significativo aumento dell’autostima e del livello di socializzazione. Questo anche perché, rispetto ad altre discipline sportive in cui i diversamente abili si cimentano quasi sempre tra di loro, nel golf la competizione è fatta anche con persone normodotate e questo facilita l’integrazione e la consapevolezza di essere “diversamente abili ma ugualmente sportivi”. I programmi futuri dell’Albatross DGS: ampliare il numero delle sedi operative e definire specifici programmi formativi in collaborazione con tutte le realtà interessate ad operare in questo settore, prime fra tutte le amministrazioni locali più attente.
