Prosegue a gonfie vele con il carico di allegria e emozioni che l'ha contraddistinta sin dall'avvio, la settimana dedicata agli atleti affetti da disabilità mentale. Anche la terza giornata è stata ricca di tanti momenti entusiasmanti, mille foto-ricordo di un mosaico che sta scrivendo pagine indelebili nella storia, dello sport e della solidarietà.
Sempre più a loro agio con l'acqua dello Stadio del Nuoto o con la terra pettinata ad arte dei campi di tennis del Foro Italico, gli atleti Special Olympics stanno guadagnando man mano una condizione ottimale. La giornata di ieri in particolar modo è stata la più ricca di gare dall'inizio dei giochi e soprattutto due discipline hanno arricchito oltremodo la bacheca dello spettacolo. Nel nuoto grandi esempi dell'impegno degli atleti sono venuti in più d'una specialità e si sono contraddistinti le medaglie d'oro Silvia Torri (50m delfino con 54'30), Luca Berardi e Silvia Corradin (200 m sl), Bicciato Luca nei 100 delfino con il tempo di l'36. Ma il vero scettro di giornata è però spettato al golf ed all'impegno tout court di una persona speciale come Paolo De Ascentiis.
Ex campione europeo a Dublino 82 ha il golf nel sangue e l'impegno con i "suoi ragazzi" è diventato ben presto una ragione di vita. Con anima e corpo, il campione del cuore, ormai da otto anni si dedica così ad allenare gli atleti affetti da disabilità intellettiva e anche grazie alla sua scuola, l'Albatross Disabled School, è divenuto uno dei precursori nell'insegnamento del golf. «All'inizio confesso che avevo un po' di paura - confida De Ascentiis - poi è stato incredibile. La difficoltà maggiore è forse all'inizio, quando si deve entrare pian piano nella sfera personale dell'atleta disabile ma successivamente si apre un mondo estremamente dolce e spontaneo. Il golf per loro è perfetto, spesso fa quasi scomparire la disabilità e li aiuta ad integrarsi con gli altri facendoli crescere. Per me ormai è diventata la cosa più importante, mi hanno dato delle gratificazioni meravigliose».
