Abbiamo avuto una buona idea, abbiamo trovato un ottimo sponsor e la serata dedicata ai vincitori della prima edizione della Pallina d'Oro, premio istituito dalla nostra Associazione per festeggiare i 30 anni di vita, ha avuto un grande successo, come mettere una pallina in buca da una decina di metri. Martedì 3 maggio, dopo le piacevoli fatiche sul campo di Crema, abbiamo apprezzato i vini, l'ospitalità e il cibo di San Colombano, dove gli amici dei Poderi di San Pietro hanno allestito il teatro, in questo caso il ristorante Le Gerette, per la consegna dei nostri premi. Tre erano le cinquine dei candidati per le categorie giocatori, maestri e allenatori, e dirigenti.. Nomi noti, personaggi che si sono distinti, e che si distingueranno, nello sviluppo e nella diffusione del golf. Giocatori: Francesco Molinari, Alessandro Tadini, Matteo Del Podio, Diana Luna e Giulia Sergas; tecnici: Paolo De Ascentiis, Dino Canonica, Donato Di Ponziano, Luciano Marsala e Andrea Zanardelli; dirigenti: Angelo Zella, Ferruccio Corrado Bertolini, Davide Maria Lantos, Ivan Marzola e Giuseppe Nava. Il voto di circa 100 giornalisti iscritti all'Aigg ha premiato con la Pallina d'Oro Angelo Zella, presidente di Riva dei Tessali-Metaponto e ispirato pioniere nel Sud del golf legato al turismo.
I vincitori delle altre due categorie, che hanno ricevuto la Pallina d'Argento, sono stati Francesco Molinari, giovane grande speranza azzurra, e Paolo De Ascentiis, coordinatore nazionale di Albatross Disabled Golf School, il cui impegno etico e sociale merita applauso e riconoscimento.
Le Palline, per la cronaca, sono state consegnate da Roberto Lauro, consigliere della Fig in rappresentanza del presidente Franco Chimenti. Bella festa, insomma, nel posto giusto e con le persone giuste. E con una considerazione di fondo, solo all'apparenza frivola. Per tradizione il golf è sempre stato legato al whisky, entrambi figli della stessa terra. Raccontano i cantori del golf, forse mischiando storia e leggenda, che fu un nobile scozzese a decidere che le buche di un giro dovevano essere diciotto. Cominciò a giocare portandosi appresso una fiaschetta di whisky, e al termine di ogni buca si faceva un goccetto. Dopo 18 buche finì il whisky e dunque anche la partita. Tornato a casa, stanco, infreddolito e con l'ugola già secca, pare si sia concesso un'altra serie di nobili sorsi raccontando agli amici le sue mirabili imprese sui green: ecco la 19ma buca, dedicata ai brindisi e ai commenti del dopo gara. Ma i tempi sono cambiati, e anche i luoghi e i miti sacri del golf Oggi il whisky non ha più i privilegi di un tempo. Oggi va di moda il vino che sta rapidamente conquistando i cuori e i palati del popolo del green. Anche per questo noi giornalisti golfisti ben sapendo che Bacco, in giuste dosi, si capisce, fa bene alla salute e rende più allegra la vita, abbiamo accettato con entusiasmo l'offerta dei Poderi di San Pietro, nota cantina di San Colombano al Lambro che produce rossi, bianchi e spumanti di qualità, di sponsorizzare il nostro premio.
Vino e golf : proponiamo un brindisi.
